CHI NON HA VOLUTO L’EUROPA UNITA ? IL DOLLARO.

dollaro euroPoche righe per definire chi non ha di fatto mai voluto, a dispetto delle apparenze formali, che l’Europa diventasse una vera unione e quindi una potenza difficilmente, soprattutto nell’industria avanzata, battibile. La risposta è molto semplice e banale: gli USA, ovvero gli unici che sulla carta avevano da temere la potenza economica degli Stati Uniti d’Europa visto anche il pericoloso avvicinamento e apertura da e per la Russia. Una Europa coesa avrebbe significato un euro veramente forte e non surrettiziamente drogato al rialzo per frenare le nostre esportazioni, forte al punto da essere considerato da alcuni stati moneta di riferimento per gli scambi commerciali al posto del dollaro. Questo avrebbe significato l’inizio della fine dell’impero USA. Non è una mia balzana invenzione, ma ricordo che alcuni autorevoli commentatori sostennero che le guerre, la seconda contro Saddam  e in seguito quella contro Gheddafi  siano state propugnate e sostenute dagli USA, una volta con i Repubblicani e una volta con i Democratici, “solo” perché i suddetti tiranni, entrambi notevolissimi produttori di petrolio, tollerati per anni, avrebbero manifestato la loro intenzione di abbandonare il dollaro per l’euro come moneta di scambio.Il dollaro il vero punto di forza e nel contempo il tallone d’Achille degli USA; infatti questi dopo aver agevolato la disgregazione con il sostegno a Eltsin della vecchia URSS, dopo aver condizionato la Cina vendendo loro quote enormi del proprio debito in dollari, non potevano certo permettere che gli alleati di sempre, gli europei, rompessero il sogno del grande e incontrastato impero americano sul mondo, a un passo dal realizzarsi, creando a loro volta una moneta concorrente e concorrenziale. Come debellare senza apparentemente sporcarsi le mani questa situazione? Gli USA approfittando di una crisi finanziaria generata dal loro sfrenato liberismo senza e al di sopra di ogni regola, che si è diffusa ovunque trasformandosi anche e soprattutto in crisi economica, tramite politici e tecnici affiliati e compiacenti fecero in modo che si operasse esattamente all’opposto di quello che sarebbe stato logico fare in tempo di crisi, ovvero con misure di austerità tali da accelerare e incrementare la fase di deindustrializzazione dei paesi più competitivi. La deindustrializzazione soprattutto della piccola e media impresa che rappresentava l’ossatura portante di diversi paesi europei economicamente e strutturalmente più deboli ha segnato la rotta che  sarà difficile se non ormai impossibile invertire in tempi brevi. Tuttavia per non correre ulteriori rischi, di Fenice risorta dalle ceneri, si è fatto in modo che si innescasse la “guerra” tra sud e nord europa, i fantasiosi indisciplinati contro i rigorosi e seri, insomma  che si facesse tutto tranne che parlare o meglio ancora operare per la vera unione dei popoli europei. Che i nordici d’Europa, tedeschi in primis, non gioiscano troppo che verrà anche il loro turno.Cosa ci rimettono gli USA con le sanzioni alla Russia? un bel nulla e mi suona strano che siano scesi in campo con la scusa di difendere l’autodeterminazione dei popoli quando in Ucraina è stato spodestato il Presidente legittimamente eletto e regolarmente in carica con un’azione per dirla all’americana assolutamente antidemocratica. Forse il tutto dipende dal significato che di volta in volta si ritiene più comodo o utile dare alle parole, ma sempre a una sola condizione che i media divulghino sempre e solo quello che il potere ha deciso di far sapere nel modo a sé più congeniale.

PENNAdOCA                                                                                                                                                                         11.09.2014

 

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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