Die hard – Duri a Morire. I partiti al grido di “Muoia Sansone con tutti…”

10 piccoli indianiCari amici ancora una volta, i partiti, cercano di spacciarci le loro patetiche, dilatorie sceneggiate, mentre dicono di avere a cuore il bene e l’interesse dell’Italia e che urge fare presto, anzi prestissimo, come alto senso del dovere e di grande responsabilità. Nei fatti però abbiamo visto: un Bersani vestito da esploratore, cacciatore di giaguari, incaricato per vedere se riesce a formare un governo, che per ritardare la sua ingloriosa fine, si prende una settimana con la scusa che deve ascoltare anche la voce di sua nonna dall’oltretomba; un Berlusconi pronto, per alto senso del bisogno degli italiani in difficoltà, a patteggiare la sua partecipazione al governo, salvo che gli venga garantita quell’immunità, magari sotto forma di grazia, con un nuovo Presidente della Repubblica a lui congeniale, perché ben predisposto nei suoi confronti; un Napolitano che si inventa, novello Agatha Christie, i dieci piccoli indiani (pubblicato in Italia nel 1946 con il titolo “E poi non rimase nessuno”) , ma non perché ha  deciso di punire in modo plateale dieci persone responsabili di crimini impuniti, bensì poiché,  saggi, prendano tempo al suo posto, anziché incazzarsi perché i partiti, tranne il M5S, non si sono adoperati per rendere operative le commissioni parlamentari che avrebbero potuto, già da alcuni giorni, cominciare a proporre alle camere leggi urgenti alla soluzione dei tanti problemi che abbiamo, PMI, reddito di cittadinanza, cancellazione TAV, F35 il cui accordo potrebbe facilmente essere disdetto senza costi per le caratteristiche di inaffidabilità dimostrate dai prototipi, e altre ancora per IMU, TARES, IVA e via dicendo.

Di fatto non si fa nulla, complici i media che questa situazione aberrante non denunciano, che anzi preferiscono come al solito dibattere sulla filosofia che ha spinto Napolitano alla creazione dei due gruppi di p(s)aggi come ulteriori facilitatori per cercare l’inciucio di governo PD PdL in modo da perdere altro tempo e passare la patata bollente al suo successore.

I media ovviamente non lo dicono e non lo diranno mai, ma gli unici che si sono da subito spesi per andare al sodo e alla ricerca di soluzioni immediate, sono quei “poveri”, “spauriti”, “incompetenti” neoeletti del M5S, movimento che da sempre si batte perché i politicanti di professione e insensibili, quali ancora si dimostrano,al momento di grave sofferenza dei cittadini, vadano tutti a casa. Ma, come volevasi dimostrare, i partitocratici sono duri a morire e preferiscono, in contraddizione continua con quello che dichiarano, che noi tutti si muoia con loro, pur di non ammettere, ritirandosi, di aver fallito come uomini, di essere stati dei grandissimi ladri delle nostre risorse e del nostro futuro.

PENNAdOCA                                                                                                                                  02.04.2013

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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