Ho un sogno, lo stesso di Grillo

p 012Mentre sicuramente gli storici analizzeranno un domani il fenomeno M5S, è mai possibile che non ci sia oggi un giornalista, degno di questo nome, almeno tra quelli che ho avuto opportunità di leggere o ascoltare, che in maniera asettica non  senta la curiosità, di fronte all’affermazione di Grillo” ho un sogno”, di capire cosa possa voler dire questo grido/contenitore per andarvi pazientemente ad incastrare, come tessere di un mosaico, almeno gli enunciati del programma M5S? Forse, se questo ipotetico giornalista operasse in questo modo, si renderebbe conto della vera e unica contraddizione, solo apparente, del Movimento che, mentre dice no alle vetuste ideologie e la conseguente schematica suddivisione fra destra e sinistra, di fatto ne sta proponendo una nuova: il neoumanesimo, con l’uomo, in quanto persona, unico epicentro dell’azione politica e sociale. Dicevo contraddizione apparente, poiché questo nuovo indirizzo, diversamente dai passati trascorsi non è contro una parte o l’altra, ma è solo per, appunto ogni singolo individuo identificabile nel “nessuno deve essere lasciato indietro”.

E’ quindi con questa premessa di salvaguardia del benessere del cittadino, di ogni cittadino, che vanno letti e inquadrati tutti gli articolati del programma, dalla salute alla preservazione del territorio, dal lavoro alla scuola, dalla mobilità all’informazione, dall’economia all’impresa. Un programma per ristabilire la democrazia sostituita dalla burocrazia e dalla partitocrazia. Un programma con una visione di ampio respiro che dovrà inevitabilmente ridisegnare lo stato e le sue funzioni, snaturati da decenni di cannibalismo dissennato.

Sono troppi anni che aspetto e mi adopero per una rivoluzione, culturale, non violenta. Questa è la volta buona, ma dobbiamo stare attenti che faranno di tutto per sopravvivere, ché se vinciamo in Italia sarà un dilagare prima in Europa e poi in tutto il mondo.

PENNAdOCA                                                                                                                                             20.02.2013

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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11 Responses to Ho un sogno, lo stesso di Grillo

  1. Spuffy Dark says:

    Pennadoca anche io sono 20 anni che aspetto…..oggi finalmente ho di nuovo un sogno! I HAVE A DREAM! Per il popolo italiano e per tutta l’umanità.

  2. Paolo Rocchi says:

    I have the same dream too

  3. Roberto says:

    Se il sogno di Grillo potesse essere inquadrabile solo in un ipotetico neoumanesimo non sarebbe più un sogno ma una semplice rivisitazione di qualcosa di vecchio. Forse oggi sarebbe meglio puntare ad un Illumanesimo, un’idea cioè che tenga conto non solo di quanto di buone c’è nell’idea umanista ma anche in quanto di buono c’è, e c’è se indirizzato nella giusta direzione, anche nell’Illuminismo. Grillo lo vedo più in quest’ottica, in un’ottica di qualcosa di nuovo che ripeschi quanto di buono vi è stato nel vecchio senza idolatrizzarlo, come fa la cultura tradizionale, e utilizzando le parti buone del vecchio – il valore dell’idividualità, il valore della persona, il rispetto della natura, un nuovo senso della vita ecc. per inserirle coniugarle con quando di buono c’è nel nuovo, anche nella filosofia Illuminista, specialmente quella della prima ora che risentiva, pur combattendola, ancora dell’influenza Umanista. L’idea di fondo mi pare vada in questa direzione, e se ancora in modo confuso, inconsapevole per molti di quelli che lo seguono, e forse anche di lui stesso, siccome queste cose possono concretizzarsi solo in modo naturale e mai artificiosamente o con inutili imposizioni, si tratta solo di seguirne gli sviluppi, assecondarli e diffonderli come hai fatto in questo post e come si intende fare anche quì: https://www.facebook.com/groups/187783574567202/. Buon lavoro. – Roberto

    • lapennadoca says:

      scusa, ma sono impegnato al seggio ti risponderò appena possibile.

    • lapennadoca says:

      Finalmente ci sono: Se umanesimo significava rimettere al centro del mondo l’uomo, tuttavia ha sempre peccato di generalizzazione dimenticando il termine individuo, persona. L’illuminismo invece ha avuto la prerogativa di cercare di recuperare la ragione ed è sicuramente prodromico attraverso il potere paternalistico, che concedeva aperture alla società, delle successive /rivoluzioni/lotte per il conseguimento delle costituzioni.
      Il neo umanesimo di cui parlo, il prefisso neo gli da appunto il carattere,non di rivisitazione tal quale, ma di novità ovvero l’umanesimo della persona che poi dovrà trovarsi le opportune e appropriate forme di governo quali quella che propone il Movimento 5 Stelle e che condivido..

      • Roberto says:

        Al di la dei termini – infatti sarà il processo culturale futuro a decidere quali sia quello più appropriato – quello che conta è, credo, il contenuto, il valore dell’oggetto in grado di riproporre e ridare una speranza all’individuo. In questo senso ritengo che anche il Nichilismo abbia, per assurdo, nel suo tipico portare allo svuotamento totale delle aspirazioni in un determinato momento storico, svolto un buon lavoro predisponendo un terreno libero da processi culturali prefissati dove hanno potuto inserirsi i detonatori del risveglio individuale utili a far ripartire per una risalita diversa, un risveglio fondato sul valore dell’individualità. Come vedi i termini a cui poter fare riferimento sono molti e nessuno in particolare. Neo Umanesimo mi faceva temere – ma forse mi sbaglio – in un eccesso di zelo nel voler riferirsi a tutto l’Umanesimo; cosa che forse sarebbe deleteria. Infatti molte cose, o meglio molti sviluppi del concetto umanista si sono deteriorati nel tempo pur restandovi come pseudo valori. Lo stesso è accaduto per l’Illuminismo. Quindi si tratterà di riuscire a prendere da tutti questi solo quelle parti che sono definibili “positive” e indirizzate alla valorizzazione dell’individualità. Se Illumanesimo non ti piace non importa. Quello che importa è l’obiettivo e la direzione per tendervi.

  4. lapennadoca says:

    Roberto, condivido quello che tu dici ovvero che ad ogni “definizione” si possano poi dare attributi e valenze diverse, ma, come giustamente sostieni, alla fine siano solo le risultanze pratiche a dare loro la giusta e inequivocabile collocazione..Ritengo che proprio questo fine positivo debba oggi essere lo sforzo cui tendere al di là delle definizioni.

    • Roberto says:

      Esatto, e il positivo lo vedo già nel fatto che si inizino a muovere forze di una certa consistenza in questa direzione. Certamente all’inizio potremo farlo un pò caoticamente, magari anche sbagliando e combinando qualche pasticcio, ma non importa, l’importante è iniziare. Buon viaggio e buon lavoro.

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