Cronistoria di un rappresentante di lista del M5S per la terza volta.

imagesCAJR1CC9La prima volta che feci il rappresentante di lista del M5S, avendo in assegnazione un’intera scuola del centro di Milano, 11 sezioni, allora eravamo veramente in pochi, i miei “colleghi”, rappresentanti delle altre liste/partiti, mi trattarono con molta benevolenza; vedevo nei loro sguardi una sorta di commiserazione per l’outsider slegato da tutti e che tutti sentivano quasi in dovere di coccolare e aiutare perché destinato all’inevitabile insuccesso. Erano le scorse regionali lombarde nelle quali solo per il il voto disgiunto non riuscimmo a piazzare un consigliere in Regione. Tutti si sentivano quasi in dovere di segnalarmi se c’era qualcosa che non andava e io stesso difesi la validità di un voto per la Lega, ahimè per  Formigoni, perché era giusto così. Pensate che fu uno dei rappresentati di lista dell’ UDC a portarmi i conti sezione per sezione , ovviamente di quella scuola,  da cui si evidenziava che avevamo preso più voti di loro.

La seconda volta, con assegnate sempre le stesse 11 sezioni, continuavamo a essere sempre in pochi, fu per le nostre comunali di Milano e  ritrovai gran parte dei presidenti di seggio della volta precedente così come quasi tutti i rappresentanti di lista degli altri partiti che avevo già incontrato e conosciuto, con una variante: erano aumentati notevolmente di numero sia a destra che a sinistra, praticamente uno per sezione. Era in corso, almeno secondo i sondaggi, la guerra all’ultimo voto tra Pisapia e Moratti. Ancora una volta mi ritrovai ad essere coccolato da tutti, quasi pensassero che io potessi influenzare l’intero movimento milanese a schierarsi da una parte o dall’altra in vista del ballottaggio, ed erano praticamente loro stessi, per farsi dispetto l’un l’altro, a difendere i voti pro M5S che riuscì ad eleggere un consigliere comunale.

Questa terza volta in cui mi accingo a fare il rappresentante di lista per il M5S, non so ancora per quante sezioni, mi auguro una perché siamo enormemente cresciuti e che tanti altri abbiano dato e diano la disponibilità per un servizio di controllo fondamentale alla regolarità democratica del voto, credo che troverò una situazione completamente diversa: nessuno mi coccolerà più, nessuno mi passerà più informazioni, nessuno difenderà i nostri voti anzi saremo il nemico da battere.

Io sono pronto come al solito a combattere per la legalità e la regolarità e voi?

PENNAdOCA                                                                                                                              15.02.2013

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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