Tutti pazzi per il popolo.

article.wn.comI nostri politici, influenzati dai sempre più frequenti inglesismi, hanno deciso, finalmente in modo assolutamente bypartisan, di operare riforme a partire da un vecchio concetto proprio della grecia classica: surrogare la stantia democrazia (demos = popolo e crazia = potere) con una più moderna “democrazy”.

Che non vi salti in testa di tradurlo per popolo pazzo, che potreste incorrere in ammende e censure,  perché, come si affrettano a spiegarci, sta in modo più consono a significare “tutti pazzi per il popolo”.

Ovviamente anche questa riforma, come tutto nel nostro desolato paese, è figlia di una lunga gestazione e bisogna riconoscerne la paternità, anche se parziale, alla Lega di Bossi che fu il primo a parlare di popolo leghista e popolo padano. Ma subito nel 2001 il fido Castelli, in quanto guardasigilli, ne tentò l’allargamento nazionale facendo sostituire nei tribunali “la giustizia è uguale per tutti” con “la giustizia è amministrata in nome del popolo” come fosse una recente conquista e non un riconoscimento ai più feroci dittatori che da sempre hanno operato, a loro dire, in nome del popolo.

Poi venne la volta del nostro berduce-berdux o berluce-berlux, a seconda del volontario grado di prostrazione, che, sotto influsso delle cene bossiane del lunedì, non trovò di meglio che inventarsi un nuovo popolo, il “popolo della libertà”. Contrariamente a quello che è stato detto e scritto la famosa auto del predellino era solo in apparenza una Mercedes ché di fatto camuffava una VolksWagen ovvero la macchina del popolo. Di quel popolo che dalla libertà sta sempre più scivolando verso l’amore  soprattutto quello a pagamento.

Ovviamente la sinistra o il centrosinistra alla ricerca di chi siamo, cosa vogliamo e che facciamo non poteva che seguire il filone inventandosi il “partito democratico” ossia il partito del potere del popolo che a ben vedere è  classicamente omnicomprensivo, ma certamente meno caratterizzante anche rispetto al loro precedente democratici di sinistra. Sono ancora alla ricerca dell’identità e del  popolo perduti.

Ed ecco che a supplire, anche se in modo apartitico, ma in netta contrapposizione al papa laico, il popolo di internet  estrae dalla tavolozza   colori connotandosi  ora come il popolo viola, ora come popolo arancione.

Tutti pazzi per il popolo, ma quale? Quello della democrazy, il popolo che non esiste.

Il popolo vero siamo noi, quelli delle 5 Stelle, che non vogliamo rappresentarlo né dipingerlo ma vogliamo i cittadini  realmente al potere, e sembra proprio arrivato il momento perché come ebbe a dire un grande di cui mi sfugge il nome:

“si può gabbare il popolo qualche volta, si può gabbare  frequentemente una parte di esso, ma non è possibile gabbare tutto il popolo sempre”.

PENNAdOCA                                                                                                                          23.03.2010

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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