Smettete di guardare gli Stalk-show

beppegrillo.itPoiché i vari talk-show si sono vieppiù connotati come stalk-show, quelli della caccia all’agguato, rendendoli “sicuri” solo per navigati esperti, ritengo doveroso disertarli, ma non solo nel senso di non andarci, quanto piuttosto di NON GUARDARLI E soprattutto COMMENTARLI.

I manipolatori dell’informazione vivono e campano bene solo in funzione dell’audience che riescono ad accaparrarsi e che procura contratti pubblicitari milionari. Sono loro che vanno in continua ricerca di risse pilotate e becere contrapposizioni per dare fiato a una doverosa, ma asfittica critica, attraverso una più frizzante e accattivante  polemica e perché no, più redditizia. Se una notizia, anche importante, non consente l’aggiunta di pepe, meglio non trattarla finché non si è trovato il modo di “vitalizzarla”, di renderla spettacolo. Questo, ahimè, è la triste realtà dei cosiddetti talk-show, non per quello che dicono, ma per il come lo fanno dire o non dire ai dissertatori di turno. In particolare i  guru-presentatori-arbitri e i loro  giornalai addetti alla realizzazione dei servizi esterni sono dei seri professionisti della manipolazione del vero, appigliandosi spesso anche al più insignificante aspetto per elevarlo a fattore dominante e intorno al quale far poi ruotare l’intero universo di una vicenda che ovviamente ne viene snaturata.

Anche la scelta degli “attori” partecipanti non è casuale e/o soltanto funzionale al tema da trattare, ma frutto di un’attenta cernita per garantirsi la sicurezza dello spettacolo, agevolati spesso dalla scusa della par condicio. Per esempio: non possono in questo momento non parlare del M5S, seconda forza politica secondo i sondaggi, e quindi, frustrati dal fatto che non trovano nel Movimento persone disponibili a intervenire, salvo i soliti quattro gatti malati di protagonismo, sono costretti ad affidarsi allo sbrodolio di denigratori disinformati e disinformanti. In poche parole ora ci odiano e ci combattono slealmente ma presto sono convinto che li vedremo strisciare penitenti anche se noi continueremo a combatterli lealmente, pur ovviamente togliendoci qualche sassolino dalla scarpa.

La spazzatura, è un nostro must, va riciclata e credo che ci adopereremo per l’affermazione di questa stella, tuttavia cominciamo fin da ora e combattiamo questo che sta diventando un vero e proprio stalking mediatico, facendo, guardando, ascoltando altro; se solo noi del M5S gli neghiamo il nostro interesse sono convinto che gli dimezziamo l’audience. Senza audience i loro stessi patrocinatori li prendono a calci in culo.

Mi piacerebbe che questo mio invito fosse raccolto e se ne facesse una vera e propria campagna nazionale: NO AGLI STALK-SHOW.

PENNAdOCA                                                                                                                                   09.12.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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