Chi votare alle primarie del M5S Lombardia? Se fossi Grillo….

Premetto che questo mio post non è un endorsement per nessuno, ma una critica formale e sostanziale al modo di presentarsi di molti, troppi, dei molteplici candidati. Per sgombrare ulteriormente il campo da postume illazioni ho personalmente tutte le caratteristiche che il Movimento richiede per candidarmi tanto a livello nazionale, che ho rifiutato, quanto a livello regionale cui non partecipo e quindi mi permetto quello che dirò da libero cittadino, privo da risentimenti di esclusione, che ha sposato da molto tempo i principi del Movimento, ovvero da uno vale uno.

Fossi stato Grillo, quello dei diktat, suggeriti magari da Casaleggio, negli “auto”filmati “spot” di presentazione dei candidati, avrei imposto, dopo un’inquadratura iniziale di doveroso riconoscimento, una maschera anonima per trasmettere ulteriormente il messaggio che non ha importanza chi viene eletto, ma sai che casino mediatico sulla dittatura dispotica che avrebbero sollevato i Favia o Salsi like, e alcune skills fondamentali da evidenziare quali, oltre alla indiscussa professione di fede ai principi del Movimento e le sue regole,  l’impegno già dimostrato, le capacità organizzative e nel lavoro di gruppo, la predisposizione ad ascoltare e sintetizzare, a riferire correttamente, a relazionarsi con gli altri fuori dal team di lavoro, e potrei continuare.

Tuttavia se analizzo la gran parte dei filmati messi “in onda” dai nostri candidati non vedo, in molti casi, sostanziali differenze, a parte la dovizia di mezzi pagati da tutti noi, di messaggio da quelli dei candidati per i partiti tradizionali, che si concludono sempre con il “vota per me” lasciando sottintendere, quando non rimarcato,” che io……..” .

Alcuni dei candidati li conosco personalmente molto bene, tanto che li voterei a occhi chiusi, e attribuisco quindi la loro comunicazione, ahimè, tradizionalmente consueta, solo a superficialità e non abitudine a proporsi in modo nuovo al limite dell’ impersonale. Si perché per fare in modo che ciascuno prenda coscienza di sé e la esprima senza paura occorre la modestia, di chi è più fortunato o dotato da madre natura, per ascoltare ed eventualmente intervenire solo sui presuntuosi tuttologi.

Purtroppo non c’è tempo, ma mi sarebbe piaciuto vedere se queste mie considerazioni avrebbero trovato riscontro nel rifacimento di alcuni filmati di presentazione.

* non è colpa mia se edorsement per la Samsung è fatto solo da donne. Nulla a che vedere pro o contro le quote rosa.

PENNAdOCA                                                                                                        20.11.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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