La decrescita infelice promuove il PROGRAMMA Grillo

Leggevo, qualche tempo fa, che per evitare l’allagamento di un terzo delle attuali terre emerse, a seguito dell’ innalzamento della temperatura globale di 2°c, ciascun paese industrializzato dovrebbe ridurre le emissioni di CO2 del 10% anno. Ovviamente questo obiettivo impone una forzata diminuzione dei consumi ovvero una forzata decrescita.

A sentire che la terra implora decrescita per non incazzarsi, subito la mia fantasia malata mi suggerisce: hai visto mai che hanno creato artificiosamente la crisi per tartassare e impoverire i popoli in modo che i consumi diminuiscano e la terra si possa salvare dalle acque?

Ma no! i nostri governanti, sostenuti dai politici politicanti e dai media medianti, si ostinano a parlare di crescita, cresciItalia, crescita difficoltosa, luce in fondo al tunnel, anche se ogni sei mesi si allontana di altri sei mesi solo per prendere tempo,  nessuno di fatto fa menzione alla decrescita.

Non è che non la nominano perché di fatto  è una decrescita infelice e che le armi tradizionali, che di nuove non ce n’ è,  non sono più in grado di controllarla?

Ma quale decrescita infelice , i blaterogovernanti e i blateropolitici attraverso i blateromedia, parlano convinti di crescita e mentre dichiarano che il M5S non ha un programma di governo per cui se vincessimo sarebbe la catastrofe, sotto sotto lavorano, calpestando tutti i principi su cui si basa la democrazia (potere del popolo), perché questo non accada.

Forse è vero che come M5S, non abbiamo ancora un programma di governo nazionale, ma almeno abbiamo il buon senso di prendere atto della situazione per gestirla e chiamare con il loro nome le cose, la loro crescita che è per ora solo decrescita infelice, fatta di cancellazioni di risorse e diritti, nel lavoro, nel welfare, nella scuola, nella ricerca, nella sanità,nella disabilità, decrescita infelice fatta di inutili e continue tassazioni vessatorie, contributi a un pozzo senza fondo e senza ritorno, noi la chiameremo decrescita felice perché la pianificheremo e la gestiremo. Certo sarà uno sconvolgimento, ma non nel senso terroristico che loro, i difensori delle banche, danno al termine, bensì nel senso di una completa rivoluzione a partire dai comportamenti di tutti.

Che ci piaccia o no, dobbiamo prendere atto, che nessuno di noi, salvo i pochi detentori di consistenti ricchezze, potrà più vivere come prima, sia che governi Monti o chi per lui, sia che vada al governo il M5S, con la differenza che mentre quello tenterebbe ancora di illuderci che torneremo a crescere, sapendo che non è vero almeno per quel che riguarda l’occupazione, privandoci anche dell’aria che respiriamo, noi del movimento diremo l’esatta verità  e proveremo a reimpostare, con buona pace dell’Europa, l’economia reale, quella sana, verso obiettivi prospettici innovativi che le nuove tecnologie ci permettono e ci impongono per restare al passo coi tempi e gli altri paesi, e rivalorizzando tutto il nostro patrimonio, di piccola e media industria, di bellezze artistiche e paesaggistiche, di risorse agricole, marine e relative industrie di trasformazione, e ancora nella graduale riconversione delle fonti energetiche verso le rinnovabili, nello sfruttamento dei rifiuti come risorsa, nel passare dalla cementificazione al ripristino idrogeologico del territorio . In sostanza  ripartire dalla salvaguardia con lo sviluppo migliorativo di quello che abbiamo e da quello che siamo capaci di fare. Con quali risorse? solo cancellando la inutile TAV e l’acquisto di nuovi inutili caccia ecco disponibili più di 50 miliardi, poi andando a guardare dentro il vero “sbilancio” dello stato, delle società partecipate, nei costi della politica  romana e periferica, nel mondo dei privilegi e dei compensi folli, per non dire dei grandi evasori che non si vogliono ancora toccare  ecc.. credo che di risorse se ne potrebbero trovare eccome , basta seguire tutto quello che ci riferiscono di sprechi, per non dire di peggio, gli ancora troppo pochi nostri consiglieri comunali e regionali che voi cittadini avete nominato.

IL M5S non vuole uscire dall’Europa, ma vuole che l’Europa sia quella dei popoli e non delle banche e  che ai popoli venga riservato lo stesso trattamento privilegiato già concesso alle banche private con i nostri soldi pubblici, ovvero che la BCE intervenga, senza ulteriori concessioni di sovranità nazionale a difesa dallo spread speculativo perché noi saremo più virtuosi di Monti e i nostri bilanci trasparenti a prova di stupido. Certo noi deleghe in bianco soprattutto per le decisioni fondamentali alla vita di tutti non ne firmeremo se non dietro specifico avallo del popolo italiano, perché è solo così che si invoglia la gente a partecipare a costruire insieme il proprio futuro a partire dalla merda in cui, voi blateranti, ci avete cacciato anche se voi preferireste definirla melma o meglio ancora leggera fanghiglia.

PENNAdOCA                                                                                                                                         11.11.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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2 Responses to La decrescita infelice promuove il PROGRAMMA Grillo

  1. Il titolo “La decrescita infelice” l’ho utilizzato in un mio breve instant book del luglio 2012 (ora quasi pronto in traduzione inglese), peraltro disponibile gratuitamente da

    http://www.lulu.com/spotlight/francops

    (anche se la procedura per scaricarlo gratis è un po’ fastidiosa)

    Forse può trovarsi d’accordo con me.

    Cordialmente
    Franco Pavese

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