Il partito della politica contro il Partito della Politica

Se il titolo vi dovesse apparire un non senso cercate la differenza tra le parole segnate in minuscolo e quelle in maiuscolo e abbiate fede.

Da che mondo è mondo per giustificare le guerre si è sempre cercato di caratterizzare negativamente  il nemico che fornisse quantomeno il pretesto, quando le vere motivazioni  spesso erano altre, per suscitare il risentimento e l’adesione popolare. In politica il pretesto di scontro sono state, almeno fin verso la fine del secolo scorso, le ideologie, cui ciascuno di noi, ahimè non più giovanissimi, elettori si era visceralmente aggrappato, pronti, quasi come quei tifosi di curva di una squadra di calcio, a fare anche professione di fede, ma che comunque si basava pur sempre su un processo culturale continuo che i partiti di allora, anche se talora in modo un po’ fazioso, si adoperavano ad alimentare. Con la morte delle ideologie è morta anche la necessità di cultura politica e direi quasi la spinta per una cultura più generale. Ma come si diceva il nemico serve per aggregare consensi e alimentare senso di appartenenza quindi abbiamo visto, soprattutto in campo internazionale, assurgere a ruolo guida le religioni che si sono subito arroccate sulle loro posizioni più integraliste e dogmatiche con gli sconquassi drammatici tutt’oggi in corso in molte parti del globo. Da noi, dove la chiesa di fatto già comandava e comanda, si è dovuto reinventare il nemico con l’anticomunismo da parte di Berlusconi e l’antiberlusconismo del conflitto di interessi dall’altra: antitesi che ha di fatto permesso alla politica di farsi gli affari suoi anziché affrontare i problemi reali del paese e della gente, secondo la formula regniamo perché eletti dal popolo. E di fatto questi intoccabili, anche in virtù di leggi che si sono fatti ad hoc di volta in volta, mentre i media  fomentavano, come distrazione di massa, berlusconismo e anti, ci hanno ripulito per un bel ventennio. Ma ecco che un comico, non un filosofo, non un economista, non un sociologo, un semplice comico ha cominciato a dire, ovviamente alla sua divertente maniera, nei suoi spettacoli, che la Politica è un’altra cosa. E la gente rideva e, a mo’ di quegli uccelli che rispettano i campi coltivati di quel contadino che ha messo uno spaventapasseri non perché li spaventa ma grati perché è buffo e li fa ridere, ha cominciato a mostrare gratitudine al comico per aver aperto loro gli occhi anche se ha trasformato il loro riso in riso amaro. Ovviamente la politica partitica tutta, pur continuando la manfrina dell’un contro l’altro, ha cominciato e continua ad arroccarsi in un unico partito della politica fine a sé stessa, svilendo, irridendo, inventando gli epiteti più fantasiosi, nei confronti del comico, ma noi prendevamo coscienza che delegando questi malfattori (poiché sto generalizzando diranno populista) di fatto non contiamo nulla e che forse è da mettere in discussione proprio il concetto di delega praticamente in bianco. E il comico allora ci dice guarda che io non parlo alla gente in generale, ma a te, si proprio a te PENNAdOCA, Franco, Giovanni, Marisa, Gesualda, sei tu da solo che devi cominciare a darti da fare per cambiare le cose senza aspettare che sia il Messia a farle al posto tuo perché uno vale uno, ma tante voci armonizzate tra loro fanno un coro. Al grido di armonizziamoci ecco nascere i meet-up prima e le liste civiche con il simbolo M5S poi.

Quanti bei cori si sentono oggi in tutta Italia, è la musica del Partito della Politica, è la musica dei cittadini che si riprendono il potere contro il partito della politica.

PENNAdOCA                                                                                                                                10-10-2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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