La banda Jesse James usava sPolverini

Nell’iconografia cinematografica western, la più moderna, ovvero quella che ha superato la fase dell’ “arrivano i nostri contro i selvaggi brutti e cattivi” e la successiva, anche recente, volta a rivalutare il sacrosanto diritto dei pellerossa a lottare per la loro sopravvivenza, quella cinematografia caratterizzata da un inizio di introspezione psicologica del pistolero che non sperpera tutto il malloppo depredato nei bordelli, ma ha una famiglia e un tessuto sociale intorno, di tipo quasi mafioso, che lo protegge, quel pistolero spavaldo, assaltatore di banche e treni a volto scoperto, insieme ai suoi compagni che, dicevo, l’iconografia cinematografica caratterizza per gli sPolverini che indossano, quasi una divisa, a protezione dalla polvere. Gli sPolverini, sopravesti avvolgenti e protettive, della banda Jesse James se potessero parlare chissà quante cose in più potrebbero raccontarci sulle malefatte di questi personaggi. Alla stessa stregua la sPolverini,  presidente della regione Lazio, che come manager responsabile, in teoria avvolgente e protettivo del bene comune, di fatto avvolgente e protettivo della sua banda, chissà quanto potrebbe raccontarci ; infatti Lei tutto sa o dovrebbe sapere e dire delle malefatte dei suoi accoliti sperperatori, ma si comporta come sPolverini inanimati, imbastendo una delle peggiori sceneggiate mai viste nella storia del teatro politico: “Voi, cari assessori, siete un cancro da estirpare e se non ve ne andate voi, me ne vado io, lasciandovi senza sPolverini”. Di fronte a questa orrenda minaccia alcuni si dimettono purché si salvino gli sPolverini come fattore avvolgente e protettivo anche delle malefatte prossime venture e soprattutto perché non venga un altro che, hai visto mai, divulghi coram populo il sistema di ruberie e sperpero che contraddistingue l’allegra gestione del Lazio e delle altre regioni.

Che tristezza, che squallore se non ci fosse già il M5S bisognerebbe inventarlo.

PENNAdOCA                                                                                                                                         21.09.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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