Deve un cittadino rispettare le leggi fatte da un parlamento illegittimo di servi, pieno di condannati e inquisiti?

Secondo la costituzione il Parlamento è sovrano nel legiferare in quanto espressione della delega elettorale conferita ai vari parlamentari dal voto espresso dai cittadini, ma nel nostro caso attuale i parlamentari non sono stati scelti dai cittadini, ma dai segretari dei partiti che avevano in precedenza fatto legiferare questa aberrazione distorcente la costituzione stessa. Se a questo aggiungiamo che il governo, già illegittimo perchè espresso e sostenuto da parlamentari a loro volta illegittimi, ha abdicato il proprio ruolo per passare la gestione ad un non meglio definito governo tecnico, voluto ad ogni costo dal “sobrio” presidente della repubblica che avrebbe invece dovuto far ricorso alle urne sciogliendo le camere, dicevo se quindi aggiungiamo tutto questo è facile rendersi conto del caos istituzionale e del degrado morale di tutti coloro che dovrebbero essere la specchiata avanguardia dello Stato.

Se aggiungiamo ancora che le ultime elezioni amministrative parziali hanno evidenziato in modo inequivocabile che i partiti, espressione di questo governo e del parlamento, non hanno più la rappresentatività sufficiente per esprimere il volere del popolo, credo che in qualsiasi paese pseudo democratico sarebbero stati mandati tutti a casa e da un bel pezzo. Da noi no! e cosa assai più grave continuano a emanare leggi.

Ma da cittadino onesto, vedendomi governato da un’associazione a delinquere rispetto ai dettami costituzionali, mi chiedo: ho ancora il dovere di obbedire alle leggi di questo Stato golpista o invece non me lo si fa soltanto credere con l’intervento della forza, delle varie milizie e/o enti, che non è tuttavia quella del diritto?

A prescindere da quel che dice Monti,  che ovviamente sostiene la necessità di obbedire alle leggi, a prescindere dalla demagogia e populismo della Lega, corresponsabile di primaria grandezza di questo sfacelo, e della sua proposta alla disobbedienza fiscale, sono fermamente convinto che sia lecito disobbedire alle nuove leggi emanate.

Ma in Italia, si sa, non è lecito solo comportarsi correttamente mentre tutto il resto va bene.

PENNAdOCA                                                                                        04.06.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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