Saranno in grado i “Grillini” di governare la barca nel mare in tempesta?

Io non so se i “Grillini”saranno in grado di gestire una situazione così dannatamente compromessa e complessa, ma so per certo che i politici prima e i tecnici poi, entrambi coautori e complici di questo sfacelo, hanno dimostrato, loro, di non essere all’altezza. La risposta al perchè è semplice: questi “signori” hanno continuato e continuano ad affrontare la situazione come se valessero ancora le vecchie regole e teorie che intercorrevano tra finanza ed economia che si alimentavano a vicenda nella società industriale. Ma poi siamo entrati nell’era postindustriale, quella dei servizi, dove ha cominciato a comparire il bene immateriale che si quotava in borsa, e a seguire in quella post postindustriale della finanza creativa ovvero fine a sè stessa e svincolata dall’economia reale; si sono cominciati a scambiare controvalori di merci inesistenti e a fare scempio delle materie prime fondamentali alla vita come quelle alimentari. Per ogni barile di petrolio o sacco di grano che si produce e che prima determinava il prezzo in funzione della domanda di fabbisogno reale, la speculazione ha cominciato a far lievitare le richieste, e con esse i prezzi, fittiziamente producendo scambi sulla carta sei volte e anche più superiori alla effettiva disponibilità. Per meglio chiarire, in pratica se tutti i possessori sulla carta di barili di petrolio e sacchi di grano ne pretendessero contemporaneamente la consegna questa non potrebbe essere soddisfatta perchè la disponibilità di queste merci è di gran lunga inferiore. Cosa voglio dimostrare con questo esempio? che la finanza in questo caso non ha prodotto alcun beneficio all’economia reale ma ha creato uno strumento di scambio fittizio di come guadagnare muovendo solo carta e danaro. Quindi la finanza fine a sè stessa tantopiù che il prezzo alla fonte è rimasto invariato o quasi. Se a questo aggiungiamo che il mondo finanziario oltre che a scambiarsi merci inesistenti ha cominciato, con la stessa logica e per autofinanziarsi    (autofinanziamento che prima derivava dall’economia reale che acquisiva liquidità dalle banche per investimenti, ricerca, sviluppo, innovazione e che coi propri profitti aziendali poi restituiva con gli interessi) e coprire perdite, dicevo, ha cominciato  a scambiarsi i debiti vari, propri di banche, di aziende, di enti pubblici e stati, attraverso strumenti complessissimi, cosidetti derivati.

Spero abbiate compassione di me, assolutamente inesperto di finanza, se ho semplicisticamente  riportato quello che credo di aver capito. Orbene i nostri politici ed esperti tecnici mondiali, non avendo teorie e soluzioni pratiche valide per arginare questa messe fatta di nulla e di debito stanno andando avanti per tentativi con il rischio ormai acclarato che la cura è peggio della malattia, allora, se affidassimo la gestione del tutto al buonsenso forse sarebbe molto meglio, che si potrebbe evitare di continuare a fare macelleria sociale inutile, limitandoci allo stretto indispensabile. Ma occorre far presto a che questi vecchi tromboni abdichino, altrimenti ci aspettano rivoluzioni cruente e guerre come al solito. Personalmente in Italia vedo una fievole luce e mi auguro che a Parma vinca il M5S per sperimentare il laboratorio dei cittadini e del buon senso che se cominciasse a raddrizzare le cose sarebbe modello da esportare nel mondo.

Non sono pazzo se spero, pazzi sono coloro che mi tolgono anche la speranza.

PENNAdOCA                                                                                                                         18.05.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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