I tre carri di Grillo.

Il carro di Tespi

Tespi, secondo Orazio], si spostava da una città all’altra dell’Attica con un carro sul quale innalzava un palco; due attori con i visi dipinti cantavano dei cori di argomento storico. Dopo qualche tempo vi aggiunse un terzo attore, il quale separatamente dai cori recitava dei versi. Questa innovazione non  piacque a Solone il quale tentò di convincere il popolo a non assistere a tali rappresentazioni, dicendo: “Se noi onoriamo la menzogna nei nostri spettacoli, la troveremo ancora nelle nostre promesse più sacre”.

La storia si ripete con Grillo, ovviamente  modernizzato con un camper, che porta la sua verità storica sui palcoscenici elettorali d’Italia, ma  politici e  giornalisti  Soloni   non ci stanno e cercano di convincere il popolo denigrandolo. Ma il popolo capisce la verità di Tespi-Grillo e fa stravincere alle elezioni il M5S quello delle facce pulite, oltre che la fedina penale, di coloro che hanno materialmente lavorato e si sono preparati per portare al governo quella verità.

Il carro del Vincitore

Il carro del vincitore, che non è il carroccio, è il carro  su cui tutti i perseveranti  denigratori sono pronti ora a saltare, che tanto il popolo dimentica: peccato che noi, del M5S, siamo un popolo diverso e abbiamo molta, moltissima memoria dei vostri beceri documenti depositati in rete e basta un clic per ridare smalto al vostro passato prossimo e remoto. Faccio un piccolo esempio:

 “E’ il carro del vincitore che attira, le ideologie non contano. Ho visto persone di statura scrivere pagine infelici della propria biografia. Ma il politico serio deve saper dire dei no, dispiacere ai propri elettori e accettare l’idea di non essere rieletto. ” (Oscar Luigi Scalfaro)

“Siamo fatti così, un popolo di cortigiani (Gobetti), pronti a salire sul carro del vincitore (Flaiano), incapaci di fare la vera “rivoluzione”, che poi vuol dire creare le condizioni storiche, politiche e sociali per un sano, controllato antagonismo tra esigenze diverse, una volta accordatisi sui principi base e scusate la semplificazione.” (Napolitano da ” I cortigiani e il carro del vincitore)

Mi è bastato giusto un clic per mettere a confronto  i  pensieri di due Presidenti: il primo parla di politici e personalità  cortigiani, ovvero di quelli che adesso abiurano l’offensiva antiGrillo,  il secondo, ex comunista (?), dice che il popolo è cortigiano incapace di fare la rivoluzione, ma come fa Napolitano, o meglio sappiamo che non ci vede più bene,  a non capire e ammettere che il M5S è la rivoluzione perfetta, quella dei cittadini che stanno impadronendosi politicamente del potere, non con il servizio militare e le armi, non finanziati da poteri oscuri o infiltrati da servizi segreti stranieri, bensì con l’umiltà e la fierezza del servizio civile, tanto olio di gomito, sale in zucca e al di fuori delle ideologie, ma con tante idee.

Dico ai saltimbanchi, saltafossi attenti esiste anche il terzo carro. 

Il carro che porta al patibolo. 

Questo non è altro che la metamorfosi del carro del vincitore per chi spera di sfruttare la fatica e i sacrifici degli altri per non pagare dazio. Noi siamo apertissimi a che uno cambi idea e venga con noi a patto che ceda spontaneamente il maltolto e i propri privilegi, se ottenuti con il denaro pubblico o con la connivenza di strutture politiche o gestionali dello Stato; nè vi sfiori l’idea di cominciare a scrivere o blaterare in TV in nome e per conto del M5S. Comunque il carro del patibolo, meglio dell’obolo, passerà per tutti quelli che finora hanno approfittato e rubato ai danni della comunità.

Ma siamo innanzi tutto preoccupati che il carro del patibolo non sia rappresentato da pseudo apparati deviati dello stato, prezzolati invasati o non ben definite frange che, come di costume in Italia, possano distogliere l’attenzione dalla vera rivoluzione, per farla naufragare nel marasma ad arte generato, con cronache terroristiche, che non ci appartengono, mentre già le scelte fatte dal Sig. Monti, di Amato e De Gennaro, ci risultano quantomai sospette o se preferite del tutto inopportune. Noi vigileremo, la rete vigilerà perchè il carro patibolo-obolo non diventi un quarto carro: quello funebre della Democrazia di per sè già alquanto malmessa.

PENNADOCA                                                                                                                                    13.05.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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