E’ la Tv, la stampa che oggi ha bisogno del M5S.

Seguivo oggi un servizio, mi pare su La7, in cui si diceva che il vero problema del M5S è la leadership e che sarrebbero già cominciati i giochi per la “successione” a Grillo. Voi capite che sono tentativi di fare ascolto e seminare zizzania che se fosse vero sarebbe la morte sul nascere del Movimento stesso. Ma questo dimostra ancora una cosa più importante ovvero che nessuno riesce a vedere il movimento se non nella logica di un partito tradizionale senza porsi la domanda di dove sarebbe la verà novità.

Dopo  mesi e anni, durante i quali non ci hanno mai preso in considerazione se non per denigrarci e irridersi di noi, improvvisamente, tutti i media hanno scoperto i “grillini” anche se in cuor loro sussurrano “che Dio li strafoghi”. Perchè questa imprecazione? perchè da oggi un programma o un’intervista che si rispetti se non presenta anche il grillino di turno non vale nulla. Mi spiego meglio non possono più fare il solito ping pong, destra sinistra, o il gioco dei quattrocantoni, non possono più giocare sull’equivoco delle alleanze, ora in un modo ora in un altro, non possono più contare sulla rissa e le provocazioni dei santanchèlike senza la presenza partecipativa della terza forza politica del Paese che, forse a qualcuno è sfuggito, oggi siamo noi. E la par condicio  come faranno a rispettarla? sarà sufficiente invitarci per poi utilizzare come vogliono il tempo a noi dedicato? Mi vien da ridere al solo pensarci. E se gli mandassimo tanti bei comunicati da leggere? lo dovranno fare? Vedremo.

Ma noi abbiamo altri canali più seri di comunicazione: la rete e la strada.

Anche le interviste possono essere pericolose per politici non navigati perchè soggette a manipolazioni continue che fanno odience, mentre le smentite no. 

 Inoltre ricordo che nessuno è autorizzato a parlare a nome del M5S, anche se eletto, se non di cose concordate e approvate prima con la sua base. Il M5S deve essere assimilato e ricordato non per le facce che lo rappresentano ma per i suoi programmi e azioni.

Abbiamo dedicato il secondo Vday al marciume dei media , non vorrete mica dimenticarvelo. I media sono sempre gli stessi e se finora hanno fatto a meno di noi che continuino a farlo se ci riescono.

Che Grillo dica di non andare ai talk show, che sicuramente, tanto per cambiare, verrà preso come un diktat, è solo un’obbligata raccomandazione di buon senso e di coerenza. Noi siamo diversi e abbiamo l’obbligo morale di dimostrarlo sempre, dimostrando in primis di saper resistere alle effimere lusinghe della popolarità.

PENNAdOCA                                                                                                                    09.05.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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