Il paradosso di Grillo e i partiti paraculi .

Sessanta miliardi è il fatturato, in un solo anno e per ogni anno, della corruzione italiana, perpetrata da politici e funzionari nominati dai politici, che in gran parte viene espletata in combutta con la malavita organizzata o loro prestanome affiliati.

Bene che cosa fanno i partiti per ovviare a tutto questo? nulla, se non espellere dalla loro organizzazione chi per caso viene beccato cadendo nelle maglie di inchieste della magistratura, secondo la fredda logica del mors tua vita mea. Avete mai sentito un politico denunciare affari loschi di colleghi di partito? mai! e quello che sorprende neanche di esponenti di partiti avversi secondo la ratio che cane non mangia cane. Quindi questi partiti, il più sano dei quali ha la rogna, non trovano di meglio che aggredire, tramite i media loro asserviti, Beppe Grillo, che ormai dichiaratamente temono, per ogni sua posizione, dichiarazione, affermazione. Non gli importa neanche di sottolineare ancora una volta la loro ignoranza scambiando un paradosso per un asserzione di convinzione. Ma è ovvio che paradosso non è fatto per paraculi impauriti. Eppure il paradosso è un potente stimolo per la riflessione. Ci rivela sia la debolezza della nostra capacità di discernimento sia i limiti di alcuni strumenti intellettuali per il ragionamento. Ma poco importa pur di etichettare il nemico, antipolitico, populista, fascista (detto dal PDL che ha dentro di sè il meglio dei figli di Salò è quasi una barzelletta), demagogo e da ieri anche amico della mafia.

Ma cari partiti non sapete quanta gente offendete paragonando Grillo al primo Bossi, perchè questi parlava alla pancia del “popolo”, mentre quello, il signor Beppe, parla alla testa invitando ciascuno a ragionare per conto proprio e senza formule precostituite o rituali farseschi. Cari politici se non foste dei grandi, grandissimi paraculi, i veri comici sareste voi e questo purtroppo, per noi che vi subiamo, non è un paradosso. Rappresentate una piccola, piccolissima parte degli italiani, ma continuate imperterriti, grazie alle leggi di lunga conservazione che vi fate appositamente, a concionare in nome del popolo che sempre più numeroso e sempre più spesso vi manda a fare in culo. LADRI in tutti i sensi anche della buona fede dei cittadini più sprovveduti, e questo è ancora più grave, da parte di chi dovrebbe fare solo, ribadisco solo, i loro interessi.

Non Grillo, ma che le migliaia di persone che costituiscono veramente il Movimento 5 Stelle, possano una volta per tutte sotterrarvi coi voti a voi avversi.

PENNAdOCA                                                                                                                     30.04.2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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