I Partiti “devolvono” i rimborsi elettorali a favore degli esodati.

Questo sì che sarebbe un titolo da prima pagina: ” I Partiti devolvono i rimborsi elettorali a favore degli esodati”, ma non illudetevi è solo fantascienza perchè, colti con le mani nella marmellata, anche se non amo frasi fatte o abusate, di fatto tutti i partiti si stanno prodigando per salvare il loro salvabile senza tuttavia rinunciare alla montagna di soldi rubati ai cittadini che avevano sentenziato con un referendum il no al finanziamento pubblico dei partiti.

E pensate! se gli dici che sono tutti ladri ti tacciano di qualunquismo e antipolitica. Vero sono qualunquista e antipolitico contro i farabutti, gli imbroglioni e quindi tutti i finti politici perchè se non direttamente sono comunque finora stati conniventi dei ladri. Tutti sanno, ma come al solito tutti fanno finta di non vedere, sapere  e si appellano al fatto che sia la magistratura a dimostrare il dolo, sempre personale, e quindi i tre gradi di processo prima di ammettere l’evidente che è ETICO ancor prima che  penale.

E non mi si venga a dire che IDV è diversa perchè finalmente chiede l’abolizione del “finanziamento pubblico ai partiti”, infatti di questo si tratta anche se furbescamente chiamato in modo diverso, poichè finora ne ha usufruito e come gli altri ha quindi surrettiziamente rubato: è solo populismo. Del moralismo e del legalitarismo fittizio della Lega non parlo, ma non per gli ultimi accadimenti ladreschi, quanto per aver avallato con il proprio voto, negli otto anni di (non)governo le cose più indegne e amorali che potessero essrere concepite da un governo da sempre autodefinitosi democratico e soprattutto per aver concepito e fatto passare il Porcellum, ovvero il sistema elettorale più antidemocratico che si potesse concepire. Non è democrazia dire il Popolo mi ha eletto, quando di fatto nominato dalla segreteria del partito, e quindi in suo nome posso fare quello che mi pare, dal momento che il Popolo durante il mandato non ha più voce in capitolo per toglierti la fiducia. Anche i peggiori dittatori governano in nome del popolo, con una piccola sostanziale differenza che in democrazia si dovrebbe governare non in nome , ma per il popolo.

Io, nel senso di Popolo, non mi fido di chiunque venga chiamato a ricoprire una carica pubblica e quindi, a costo zero, metto dei meccanismi che mi permettano di intervenire sulla sua eventuale cambiata propensione morale chiedendogli di rimettere il suo mandato ogni sei mesi, sì che possa decidere se farlo continuare nel suo ruolo oppure farlo decadere.

Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica che ha deciso di non mettere le mani sui soldi rubati ai cittadini, rifiutando da subito ogni tipo di finanziamento pubblico e chiedendo ai propri eletti di ridursi drasticamente gli stipendi oltre che a rimettere il proprio mandato agli elettoti ogni sei mesi. E tutto questo viene comunemente definito antipolitica e qualunquismo, senonchè i nostri eletti fanno vera Politica, purtroppo per il momento solo a livello locale, ma stiamo arrivando anche a livello nazionale, sempre che i soliti noti e ladri non facciano una legge elettorale tale che il Popolo non possa essere rappresentato in tutte le sue espressioni più vere. I fondi elettorali servono anche e soprattutto a condizionare le elezioni come più volte dimostrato anche dalla magistratura.

In conclusione, messo che si possa mettere la parola fine a un argomento tanto complesso e delicato, penso che l’unico modo che in questo momento avrebbero i partiti per ricominciare ad acquisire la  credibilità perduta, sia nel dimostrare la loro sensibilità, sempre espressa a parole e magari con inutili manifestazioni di piazza, verso gli esodati agevolando il governo a non mettere altre tasse, come pare stia facendo,ma mettendo a disposizione di questo i propri rimborsi elettorali, che poi sarebbe un modo garbato per restituire almeno d’ora in avanti il maltolto.

PENNAdOCA                                                                                                                    10.04,2012

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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