Ho perso il Molise per un grillo.

Il maestro d’ inciuci D’Alema , disboscatore di querce e ulivi, che, in qualsiasi paese democratico degno, non foss’altro in apparenza, di questo nome, si sarebbe  autodefenestrato da qualsiasi partito occidentale, ora alla rincorsa disperata di Berlusconi ora  a quella di Casini, Fini e via cantando, si chiederà almeno perchè non vince neanche le primarie? ma è sempre lì a tirare le fila e sentenziare. Il Fassino del “facci sognare: abbiamo una banca”, già sacrificato in nome dell’interesse partitico, che galleggia “sindacheggiando”, ahimè, una grande città. Veltroni che, avendo promesso di dedicarsi all’Africa, ha scoperto di aver contribuito al sottosviluppo dell’Italia e quindi con atto di contrizione si sta dedicando con fervore a peggiorare le cose in patria. Non parlo degli ex DC del PD che quanto prima trasmigreranno nel nuovo partito cattolico ispirato e preannunciato da Bagnasco.

Ebbene stante questa grossolana e macroscopica istantanea , che se si entrasse nei dettagli sarebbe anche molto, ma molto, peggiore, i signori PD hanno il coraggio e la sfacciataggine di lamentarsi che Grillo e i suoi “grillini ” gli hanno fatto perdere Piemonte e Molise. Come Berlusconi docet, negare sempre l’evidenza e trovare subito il caprio espiatorio che tanto il popolo ignorante non capisce. Solo che Berlusconi compra i suoi voti salvaguardando interessi mentre i Poveri Decerebrati (PD) si contentano, si fa per dire, perchè a noi cittadini costano comunque miliardi di euro, delle spartizioni di sottogoverno e per salvare la faccia si lamentano.

Poichè voi, cari PD e IdV (Italia dei Voltagabbana) non siete lì in parlamento, come potrebbe dire il leader Bersani: “ue! ragassi, siam mica qui a scaldare i banchi!” ma per fare e non lamentarvi: fate! per noi cittadini e non gli affari vostri. 

Sempre per esempio: perchè non avete sostenuto la nostra proposta di legge popolare (350.000 firme in un giorno solo) che giace da anni in Senato? Certamente no perchè impopolare, ma sicuramente sì lesiva dei vostri interessi personali.

E non illudetevi che non c’è neanche la possibilità che si voti SeL, perchè la vera SeL siamo noi: Soli e Liberi.

Abbiate almeno il pudore, d’ora in avanti, di chiedervi e rispondervi da soli, perchè io come moltissimi altri non vi votiamo e non vi voteremo mai più. Se poi proprio continuate a far finta di non arrivarci: è perchè non basta turarsi il naso per non sentire la puzza di marciume.

PENNAdOCA                                                                                                                              23.10.2011

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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