GRILLO HA RAGIONE SUL VALZER DELL’ALTERNANZA

Quello che non si vuole o si fa sì di non voler capire è che Beppe sta formulando una nuova visione presente/futura del mondo e del modo di fare politica e politica economica, che va oltre le vetero divisioni ideologiche, o di comodo, per far finta che tutto cambi perchè nulla cambi, di destra e sinistra, progressisti e conservatori, democratici e repubblicani.

Guardiamo cosa sta succedendo in Europa e, se volete, negli USA: quasi tutti si illudono che per cambiare tutto basti passare da destra a sinistra o viceversa, come sta accadendo ormai con le tornate elettorali passate o di recente acquisite e quelle in prossima scadenza e ogni volta si festeggia. Penso che non si sia capito nulla: ci sarà sempre una sola e unica ricetta con lacrime e sangue sempre per i più deboli chè è loro dovere capire che non ci sono soldi, ovviamente per loro, quando ci sono, perchè è necessario privilegiare gli investimenti, lo sviluppo, la crescita,  e sempre loro e solo loro devono capire che è loro bene ripianare la crisi economica provocata da altri.. Avete mai sentito qualcuno dire confisco, per il bene comune, i grandi patrimoni?  ma avrete sentito sicuramente, a prescindere dal colore politico dell’amministrazione, confisco parte dello stipendio dei dipendenti pubblici, confisco i rinnovi contrattuali dei lavoratori privati, confisco mesi di pensione a chi dovrebbe andarci, confisco la naturale crescita delle retribuzioni che dovrebbero solo sopperire all’aumento continuo del costo della vita, confisco il futuro ai giovani non permettendogli di pogrammare il loro destino e si potrebbe continuare che la lista è lunga, ma sempre e solo unidirezionale.

All’inizio della crisi finanziaria, diventata poi economica, si era strombazzata l’ipotesi di intervenire drasticamente sui meccanismi e gli artefici della bolla speculativa, ma poi tutto è tornato come prima per il sistema, ma non per i milioni di disoccupati che il processo ha generato e continua a generare.

Paradossi emblematici sono gli USA dove si sta profilando l’ipotesi che a riprendere in mano le sorti del paese siano proprio coloro che più di altri ne hanno favorito il tracollo, così come in Spagna e Grecia.

E questa è la logica dell’alternanza che ha tuttavia, come ho detto sopra, una sola unica ricetta: andare a prendere i soldi dove è più facile reperirli, dai poveri, che ne hanno pochi, ma sono in tanti.

Ben venga quindi un Grillo parlante, per puro caso di “omonimia” anche coscienza del bugiardo Pinocchio, che propugni scetticismo all’apparente ritrovato entusiasmo della gente per il nostro virtuale cambiamento italiano, che Pisapia sarebbe una lieta eccezione nel panorama del valzer destra sinistra semimondiale.

Eppure in Italia, più che altrove, una possibilità che qualcosa nella politica partitica si stia movendo esiste perchè, mentre gli “incazzados” di mezzo mondo stanno ancora cercando una loro organizzazione e unitarietà di intenti, qua da noi tutto questo esiste già da tempo e anzichè scontrarsi nelle piazze si sta infiltrando dal basso cominciando a prendersi qualche piccolo bottoncino nella tastiera del comando politico, intanto locale, ma prospetticamente anche nazionale. Questo fa paura, molta paura all’estabilishment partitico, che potrebbe tentare, in modo tuttavia e purtroppo edulcorato, di cavalcare questa nuova consapevolezza crescente nei cittadini della necessità di riappropiarsi della gestione della cosa pubblica; cavalcare quest’onda per poi cercare di farla spiaggiare in modo morbido marginalizzando l’effetto tsunami che altrimenti Grillo e il suo Movimento 5 Stelle potrebbe provocare. Se volete, un esempio concreto: le primarie. Il PD dice di averele inventate, ma posso affermare, perchè io c’ero, che le primarie furono proposte a gran voce dai cosidetti “girotondi” e che gli allora DS, gli stessi PD di oggi, l’avversarono in modo viscerale, per poi adottarle e in certa misura depotenziarle.

Io sto con Grillo, anche se non nella forma, sicuramente nella sostanza e quindi agli altri Pisapialike dimostrare che ci stiamo sbagliando. cosa che non credo, ma che mi farebbe molto piacere, perchè significherebbe che il Movimento 5 Stelle ha raggiunto comunque il suo obiettivo: cambiare il modo di fare politica e fare accettare una diversa interpretazione del nostro sviluppo futuro.

PENNAdOCA                                                                                                                                     07.06.2011

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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3 Responses to GRILLO HA RAGIONE SUL VALZER DELL’ALTERNANZA

  1. penta says:

    Si qttribuisce a Grillo e, di conseguenza, al MoVimento 5 stelle una visione dell’economia che non hanno assolutamente. Semmai quella descritta potrebbe essere la visione della sinistra radicale.
    E’ vero che le primaarie furono chiesste dai girotondi, ma il PD è stato l’unico ad applicarle ed ha continuato a farlo anche quando i risultati sono stati contrari alla sua casta dominante.
    Se non si riconoscono anche i meriti le critiche perdono completamente di credibilità.

    • lapennadoca says:

      Parto dalle primarie. Sono state acettate,quasi imposte a furor di popolo e obtorto collo, alla stessa maniera come sembra accettarle adesso la destra, per cercare una nuova credibilità presso la società cosidetta civile allora rappresentata da un certo movimentismo pervaso da un sentimento antipartitico (non antipolitico) e ancora profondamente ulivista, ovvero per l’unità della sinistra in genere. Se non ci credi chiedilo a Majorino (ex DS e oggi PD neoentrato in Giunta) di quanto fosse incazzato perchè lui le vrebbe volute mentre il partito era contrario. Vorrei ricordarti che non più tardi di due tre mesi fa D’Alema in persona, dopo la vittoria di Pisapia su Boeri, si era espresso per rimettere in discussione la necessità delle primarie. D’Alema non è un’eminenza grigia del PD? Bersani non è un suo pupillo? E’ ovvio che oggi si cavalchi la tigre che la gente ha la memoria corta, ma non tutti.
      Circa il discorso della politica economica che Grillo e il M5S non avrebbero, vorrei sottolineare che se intendi un piano organico, hai ragione, che ancora non c’è dettagliato, ma se ritieni che non ci sia un nuovo modo di concepirla vorrei invitarti ad approfondire i temi relativi alla cosiddetta “decrescita felice” che per ovvie ragioni non è possibile riassumere in due parole. Poi uno può essere d’accordo o no, ma non dire che non c’è.

    • lapennadoca says:

      Scusa ho dimenticato un aspetto importante circa quella che tu definisci visione da sinistra radicale. La mia è solo una costatazione dei fatti: a prescindere dal colore politico e ideologico dei vari poteri politici i rimedi alla crisi sono sempre stati unidirezionali contro i più deboli e mai, neanche per sbaglio, con misure che riguardassero anche i proventi della speculazione finanziaria o dei grandi capitali. Se sono disinformato ti sarei grato che tu mi illuminassi. Non è un caso che abbia usato in modo più immaginifico e provocatorio il termine confisca perchè se per caso si parla di capitali è quello che vieene normalmente usato mentre se si parla di stipendi di chi la vora si parla eufemisticamente di revisione delle dinamiche salariali.

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