LOS INDIGNADOS: PERCHE’ ANCHE IN ITALIA?

Il primo istinto mi dice di gioire: anche nella vecchia Europa, finalmente, si muove qualcosa. La gente scende in piazza a protestare, alla maniera dei molti paesi del mondo arabo, per pretendere un’ umana gestione della res publica, delle risorse economiche e di territorio, contro la corruzione, la mitizzazione del business uber alles, la politica ripiegata su se stessa intenta solo alla salvaguardia di privilegi per pochi, le loro famiglie, amici, amici degli amici, che ha fatto lievitare i debiti pubblici senza alcun ritorno concreto per la gente. Si è speso, ovunque, di più per dare meno, a partire dall’asta al ribasso dei diritti dei lavoratori. Sono vent’anni e forse più che gli esperti economici, quelli seri, che pur ce ne sono, dicono che il capitalismo è alla frutta. La trovata della globalizzazione, di fatto già in atto da decenni, ciascuno di noi vestiva già made in China senza saperlo, come excusatio sta avendo vita breve. Io stesso, che non sono un genio, nell’ormai protostorico 1966, da studente appena licenziatomi dal liceo, dicevo che il mondo e i mercati non potevano essere infiniti e che quindi sarebbe arrivato il momento in cui avremmo dovuto riconsiderare tutto il nostro modo di vivere; ma ahimè, se si eccettua la breve parentesi sessantottesca, troppo viziata da sentimenti ideologici, che pur qualche effetto l’ha prodotto, sono occorsi altri quarant’anni per il risveglio delle coscienze.

Dicevo che mi viene da gioire, ma nel contempo, da malpensante indotto dall’esperienza data dall’età avanzata, mi sta sorgendo qualche preoccupazione.

Nessuno può sapere come evolveranno  e a che porteranno i sommovimenti dei paesi arabi, nessuno sa che possa succedere in Spagna, ma possiamo comprendere i motivi che hanno indotto così tanta gente a ribellarsi, scendere in piazza  anche per cercare un’organizzazione da darsi. Quello che invece mi preoccupa è il copia incolla che sta spingendo persone a scendere in piazza in Italia. Mi preoccupa perchè da noi esiste già un movimento organizzato (Movimento 5 Stelle) che ha proposto ante litteram una piattaforma e delle modalità di partecipazione democratica all’emancipazione. Non vorrei quindi che dietro questa nuova proposta di “aggregazione” protestataria ci sia la mano della conservazione per frammentare e distruggere la vera spina nel fianco. Non so se sono nel vero comunque dico ATTENZIONE!!!

PENNAdOCA                                                                                                                                        21.05.2011

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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5 Responses to LOS INDIGNADOS: PERCHE’ ANCHE IN ITALIA?

  1. Il discorso non è se vi siano queste manipolazioni, diamole pure per certe: è come noi sapremo evitare che possano soffocare nel ridicolo o nell’insensatezza qualcosa di molto importante che invece sta accadendo DAVVERO.
    La mia idea è che si possa mantenere alto il livello di queste rivolte e “sano” il loro procedere proprio aumentando l’inclusione di molte persone e la possibilità di parlarci tra noi, disertando invece il più possibile l’informazione ufficiale e i suoi copia-incolla, anzi cercando di essere fedeli e precisi reporter delle istanze e delle parole o azioni che potremo documentare. Anche l’informazione dobbiamo imparare a gestirla in modo orizzontale e libero difendendo anche coi denti ogni pezzetto di libertà di espressione

    • lapennadoca says:

      Gilda, mi conosci, vuoi che non condivida le tue speranze e che non mi auguri di vedere milioni di persone pacifiche in piazza libere di esprimere tutte le loro idee? ma la cronaca ci insegna che le manifestazioni con non certa paternità si prestano più di altre a “infiltrazioni vandaliche” che alla fine monopolizzano l’attenzione e distolgono l’attenzione dai veri obiettivi dando pretesto al regime di intervenire. Purtroppo a poco è servito almeno in passato denunciare e documentare i fatti come realmente si sono svolti (vedi G8 di Genova). Felicissimo di sbagliarmi.

  2. luca71 says:

    Penna, al di là di tutto, io penso che se questo tipi di movimenti e soprattutto le tematiche che li caratterizzano si espandono, è solo una cosa positiva.
    Leggendo le cose che caratterizzano questo nuovo movimento ho visto che sono praticamente le stesse che hanno fatto nascere i Meetup prima e il Movimento ora.
    Lotta ai partiti, lotta al sistema economico attuale, critiche al sistema elettorale, no ai corrotti in parlamento, ecc. Mi sembra di rivederci pienamente.
    Secondo me scopo della nostra nascita è proprio svegliare la gente su queste tematiche e scopo del Movimento è inoculare il virus nelle istituzioni. Quindi se altri, anche se non direttamente, si uniranno a noi in questo viaggio (e gia la gran parte delle tematiche che portiamo avanti da anni iniziano ad essere portate avanti anche da altri partiti/movimenti ) sarà un bene per tutti.
    Magari piacerà sentirsi dire: “scusate se vi abbiamo presi in giro e derisi finora”, ma penso che non succederà

    • lapennadoca says:

      Luca sono d’accordo che più siamo sulle stesse posizioni meglio è, ma mi chiedo la necessità di manifestazioni che a loro modo si pongono fuori dal nostro movimento apparentemente dicendo le stesse identiche cose? per carità legittime, ma organizzate da chi e per quali fini? sono manifestazioni spontanee o di qualcuno che vuol cavalcare la tigre? io non ho risposte e non ho criticato, ho solo detto attenzione perchè la reazione per sgretolare un movimento ancora in fieri come il nostro può usare molte strade anche quella di farlo trasformare, come in un delta di fiume, in mille canali e canalicoli destinati poi a disperdersi nel mare magnum del mare. Non mi oppongo ma guardo con occhio particolarmente attento e prima di esultare voglio capire bene. Tutto qui quello che intendevo. Perchè questi promotori non hanno cercato prima di contattarci e scendere in campo tutti anche se poi con bandiere diverse? fosse stato prima delle elezioni potevo pensare che non avessero sentito parlare dinoi e delle nostre posizioni, ma con il battage post elettorale mi sento di escluderlo e quindi mi pongo le domande di cui sopra. Se l’intento è di fare massa perchè non coinvolgere, se non si hanno altri fini, magari personalistici, chi già si batte in modo organizzato per le stesse cose propugnate?

      • luca71 says:

        al momento mi sembra che i promotori di queste manifestazioni in Italia sono degli spagnoli, quindi non vedo particolari regie dietro.
        Vedremo come si svilupperanno

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