DA UN ANEDDOTO, UNA RIFLESSIONE, UNA SPERANZA.

In risposta ad una amica, che mi diceva che dobbiamo essere magnanimi e tolleranti, le ho sottoposto un quesito cui ho saputo trovare la mia personale risposta solo molto tempo dopo rispetto a quando, a mia volta, mi trovai ad affrontarlo:

Io, come te, cara amica, sono contrario a qualsiasi forma di violenza; tuttavia ti racconto un aneddoto: circa 30 anni fa, quando mi trasferii a Milano presi in affitto una seconda casa sul lago di Como, a Domaso, paese limitrofo a Dongo. Tramite l’amico, che mi aveva affittato la casa, conobbi un partigiano che, a suo dire, prese parte alla cattura del duce, dandomi una sua versione,verosimile, ma diversa da quelle varie che avevo e ho poi letto. Bene, questo signore, un brav’uomo, un povero diavolo, sempre a suo dire esente da rappresaglie successive alla liberazione,mi disse: “Ho un grosso rammarico, quello di non aver fatto fuori tutti i fascisti che subito dopo, in moltissimi, si sono riciclati e oggi hanno ancora in mano grosse fette di potere”. Gli risposi che era vero, ma che comunque era meglio il rammarico che le mani sporche di sangue e lui di rimando: “spero solo che non siano costretti a sporcarsele i miei figli”. Non seppi cosa ribattere.

Oggi una mia risposta ce l’ho per la riflessione impostami dal comportamento di quell’anonimo grande uomo che perse avendo di fatto vinto: tutte le forme violente di rivoluzione o ribellione, non portano altro che alla sostituzione di un potere con un altro, a volte un po’ migliore, altre peggio; solo la vera rivoluzione, che è soprattutto culturale, può farci sperare in una deriva completamente diversa: ossia quella che rimetta innanzi tutto l’uomo, l’individuo, la persona con il suo nome, cognome, storia, affetti, esigenze, diritti e anche doveri al centro dell’attenzione di governo.

La proposta partita dai “new global”, che avevo personalmente ribattezzato “new human global” per la scelta di far riprendere ai cittadini la gestione della res publica a partire dal basso, ma purtroppo infiltrati dai black block, che tolsero loro la scena, la medesima proposta ripresa e attualizzata da Beppe Grillo, con il Movimento 5 stelle, e destinata a internazionalizzarsi, mi fanno dire che i tempi sono maturi per provarci. Oggi, nonostante gli abominevoli tentativi di “ignorantizzare” la gente con media obnubilanti e di massacrare la scuola, grazie a internet, social network e tecnologie sempre più avanzate, diventa sempre più difficile per il potere, quello vero, quello sovranazionale, delle potentissime lobbies economiche e finanziarie, tenere ignorante il popolo.

Io oggi ci credo e nutro una razionale speranza.

PENNAdOCA

29.04.2011

Advertisements

About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s