IL BUSINESS HA IL COLORE DEL SANGUE.

La deplorevole reticenza del nostro governo a condannare Gheddafi ha un solo nome business. Magari fosse stato il senso di deferente amicizia del (v)ostro, me l’avete imposto, premier, che farebbe comunque parte di un sentimento umano, no! l’assordante silenzio è la preoccupazione per gli affari e la ricaduta di profughi immigrati. Due punti cardini che rischiano di scardinare la nostra economia e pace sociale.

Prima individuare i colpevoli per assolvere subito il governo dai prossimi cataclismi interni e poi una poco più che formale condanna delle efferate contromisure stragiste sul popolo libico da sempre sfruttato e coartato dal peggior tiranno che possa esistere, non per nulla è amico del vostro.

Se questa è morale? Ferrara, non sto parlando di bunga bunga, ma della vita di migliaia di esseri umani come noi che avrebbero lo stesso diritto di appendere le loro mutande sul tuo palco, di pensare cosa faccio sabato sera, che macchina nuova posso scegliere e altri pensieri futili o pregnanti di tutti i giorni.

E’ bastato che Gheddafi dicesse, dopo aver incominciato a farlo, li massacro tutti, che le borse abbiano ricominciato a far vedere il segno più: Impregilo, Unicredit ecc..

Aldilà delle parole di circostanza, il governo, PDL e Lega in testa, Marcegaglia, Impregilo, Unicredit e ENI tifano Gheddafi per il mantenimento dello status quo, in barba ai morti massacrati del popolo libico.

E se un giorno succedesse qualcosa del genere da noi per chi tiferebbero?

Chiesa di Roma, se non hai interessi economici, come purtroppo ce l’hai, smetti in nome di quel Cristo che sempre invochi e mai rispetti, di sostenere questi amorali servitori del dio quattrino! per te l’uomo dov’è!

Ma forse è chiedere troppo.

Scusate, anche se non ne ho voglia, una burlesca chiosa rafforzativa: nella telefonata di ieri Gheddafi a Berlusconi ” dopo il bunga bunga ti racconto quella del bang bang, bum bum”.

PENNAdOCA                                                                                                                                      23.02.2011

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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