ITALIA AMORALE, SENZA MUTANDE E SENZA FACCIA.

Di Berlusconi come “uomo” si è detto di tutto e di più e il mio pensiero è sintetizzarlo in  unica definizione: amorale.

Amorale come la curia vaticana che ancora lo sostiene in cambio di leggi talebane che privano il cittadino di libera scelta e di contropartite economiche quali esenzione dall’Ici, più soldi alle scuole private.

Amorale come il suo Ferrara che accusa di moralismo chi chiede rispetto della persona, della donna, della costituzione, delle leggi dello stato, dell’etica  e la legalità nella politica.

Amorale come i suoi ministri, sottosegretari, deputati e senatori che non mettono neanche più le mutande per essere sempre pronti a immolare il loro deretano.

Amorale come la Lega dalla doppia faccia che in periferia predica cose mentre al centro vota esattamente l’opposto.

Amorale come il suo governo, intento all’interno a fare solo leggi che salvaguardino l’interesse del capo, e all’esterno a salvaguardare i suoi amici da cui deve aver molto imparato se uno era il comandante supremo del KGB e l’altro uno dei peggiori dittatori e tiranni che la storia annoveri.

Amorale come il suo ministro, degli esteri che, nei recenti episodi di voluta strage, da parte del regime, del popolo libico, non trova di meglio che sostenere le tesi dello stesso regime, evitare che si instaurino emirati islamici, senza una parola di condanna, unici al mondo, per il massacro mercenario della popolazione inerme.

Amorale come il familismo descritto da Edward Banfield, che riadattato a un concetto diverso di “famiglia” allargata di tipo mafioso, produce le seguenti conseguenze sulla società (da wikipedia – familismo amorale):

  • nessuno perseguirà l’interesse comune, salvo quando ne trarrà un vantaggio proprio;
  • chiunque, persona o istituzione, affermerà di agire nell’interesse pubblico sarà ritenuto un truffatore;
  • solo i pubblici ufficiali si occuperanno degli affari pubblici, perché pagati per farlo, i cittadini non se ne occuperanno e se lo facessero verrebbero mal visti;
  • i pubblici ufficiali saranno poco controllati, perché farlo è affare di altri pubblici ufficiali soltanto;
  • i pubblici ufficiali non si identificheranno con gli scopi dell’organizzazione che servono, e i professionisti mostreranno una carenza di vocazione o senso della missione; entrambi useranno le proprie posizioni e le loro particolari competenze come strumenti da usare contro il prossimo per perseguire il proprio vantaggio personale;
  • il pubblico ufficiale tenderà a farsi corrompere, e se anche non lo farà sarà comunque ritenuto corrotto;
  • non ci sarà alcun collegamento tra i principi astratti, politici o ideologici, ed il concreto comportamento quotidiano;
  • la legge sarà trasgredita ogni qual volta sembrerà possibile evitarne le conseguenze;
  • il debole vedrà con favore un regime autoritario che mantenga l’ordine con mano ferma;
  • sarà difficile creare e mantenere una qualsiasi organizzazione, perché ciò richiede una certa dose di disinteresse personale ed identificazione e lealtà verso l’interesse dell’organizzazione;
  • non vi saranno né leader né seguaci, poiché nessuno sarà interessato a sostenere l’impresa, tranne se motivato da interesse personale;
  • il voto verrà usato per assicurarsi vantaggi materiali di breve termine, più precisamente per ripagare vantaggi già ottenuti, non quelli semplicemente promessi;
  • oppure il voto verrà usato per punire coloro da cui ci si sente danneggiati nei propri interessi, anche se quelli hanno agito per favorire l’interesse pubblico;
  • gli iscritti ai partiti tenderanno a rivendersi a partiti più favoriti, determinando l’instabilità della forze politiche.
  • Se in questo riconoscete l’Italia non vi pare sia arrivato il momento di dire basta e che sia ora di rimettersi le mutande e metterci la propria faccia?

    PENNAdOCA                                                                                                                                 21.02.2001

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    About lapennadoca

    PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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