I SOTTERRANEI DI MILANO

Prendo a prestito un titolo di Andrè Gide ” I sotterranei del Vaticano” per dire soltanto come prosaicamente Milano nasconda, nei suoi sotterranei, solo auto.

Abbiamo scavato per anni, su progetto dell’ex sindaco Albertini, piazze e viali anche magnifici, per far posto alle auto ma non per nasconderle, bensì per richiamarne in maggior numero da fuori.

E la Moratti, che si è sempre difesa dicendo “è colpa del mio predecessore”, ma solito partito, ora che potrebbe fermarne ancora qualcuno, per altro con appalto a società praticamente fallite, come nel caso di piazza Lavater e zona Buonarroti, cosa fa? promette e prende in giro i cittadini delle zone interessate che non li vogliono, andando spudoratamente avanti. Ma ancora più singolare è leggere e sentire che chi si fa carico del malcontento è la Lega. Quella stessa Lega che ha partecipato e partecipa, come forza determinante della maggioranza, dentro la giunta Albertini, dentro la giunta Moratti, alla approvazione delle delibere e degli appalti e poi va in giro sul territorio a dire “ghe pensi mi”.

Ghe pensi mi a far gli affari miei, che i vostri, come dice Cetto Laqualunque “in culo”.

A Londra esiste un progetto, per altro di un architetto italiano, per costruire, in città un grattacielo in cui dovranno affluire per lavorare 5.000 persone: posti auto previsti 70, solo per i servizi e il carico e scarico merci. Corollario si devono utilizzare i mezzi pubblici.

A Milano si continuano a fare parcheggi: corollario, venite in auto che vi ospitiamo.

Se questa è sana amministrazione e non favoreggiamento degli amici cementificatori, potrei anche supporre mafiosi perchè in Italia esiste un’equazione, movimento terra = mafia, che certo sapranno come personalmente sdebitarsi ,vogliamo mettere le sanzioni che subiremo, per aver già a oggi passato i 35 giorni di franchigia per lo sforamento dei limiti di PM10, direttamente a carico di questi improvvidi, per non dire di peggio, amministratori, invece che della comunità?

Per farlo c’è un solo modo, mandarli a casa per sempre e riappropriarci, noi tutti, semplici cittadini, della gestione del comune e della certezza  che la terra buona asportata non sia poi sostituita, nelle varie fasi di riempimento, con rifiuti tossici.

Questo è quello che il Movimento 5 Stelle Milano propone e promuove, amministratori con il certificato penale pulito, continuamente supportati e controllati dal basso, che ogni sei mesi rimettano il loro mandato, in modo che sia nostra facoltà rinnovarlo o meno. Non ci basta fidarci dei buoni propositi di chichessia; se è vero, ma a nostro avviso non generalizzabile, che ogni uomo ha il suo prezzo, noi facciamo in modo di prevenirlo.

PENNAdOCA                                                                                                                   07.02.2011

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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