PRIVATIZZARE L’ACQUA E’ PRIVATIZZARE L’UOMO il cui corpo è costituito per il 70% da essa.

IL MOVIMENTO 5 STELLE MILANO FA DELL’ACQUA PUBBLICA, UN’ALTRA DELLE SUE STELLE, UNA BANDIERA PER IL PROSSIMO REFERENDUM (VOTA 2 SI) E LE PROSSIME ELEZIONI “POLITICHE” INVITANDO TUTTI I CITTADINI A RIAPPROPRIARSI DELLA GESTIONE DEL COMUNE DI MILANO E DELLA RES PUBLICA IN GENERALE.

C’è chi cinicamente, ma con una visione realistica del mondo, ha detto che la terra è fatta per sopportare bene al massimo 3 miliardi di persone e che al disopra di questo numero non può che scatenarsi la guerra mondiale per l’accaparramento delle risorse naturali indispensabili, non a vivere, ma a sopravvivere. E non si parlà più di petrolio, gas naturale, oro, diamanti, ecc…. , ma di acqua, cereali, di agricoltura in genere, pesca, aria. La popolazione mondiale si avvicina ai 7 miliardi di individui e di fatto la guerra, più o meno silente, strisciante è già in atto da tempo. Non stiamo a citare i mille e più esempi che si potrebbero fare, ma quello che ci preme è sottolineare l’assoluta necessità di una visione d’insieme dei problemi per affermare con durezza e scietificamente supportata chiarezza che il business, ormai sovrano assoluto del nostro orbe terracqueo, sta spingendo l’intera società globale al punto di non ritorno. Potrebbero essere fame e sete le scintille per una rivolta mondiale dei popoli e in questo senso cominciano a manifestarsi i primi fermenti a partire dalla cronaca odierna riguardante il nord africa.

Se non vogliamo la guerra mondiale e rivoluzioni traumatiche occorre rimettere al centro dell’attenzione politica e dei piani di governo, anche e soprattutto nel mondo occidentale che si definisce democratico, ma inventore ed esportatore del dio business, l’uomo, inteso come individuo, come persona. Questo va fatto e fatto subito.

Bene, anche la privatizzazione dell’acqua si inquadra in questa visione complessiva a dimostrazione ulteriore del fatto, che anche i cosiddetti cattolici che ci governano, in Italia, in Lombardia, a Milano, prepongono il business a l’uomo, preferendo l’arricchimento immediato di qualcuno, al benessere della collettività. E ci giustificano questa loro scelta amorale, dicendo di farlo per il nostro bene e interesse, cercando di convincerci che ci costerà di meno e che il servizio sarà migliore. Invece di monopolio che da pubblico diventerà privato ci parlano eufemisticamente di liberalizzazione. Ma più liberalizzante che bere “tranquillamente” quello che esce dal rubinetto, sapendo, come è attualmente, che si paga il giusto ad una Società pubblica in attivo e che quindi avrebbe risorse da reinvestire per la qualità della stessa acqua e servizi, cosa ci può essere se non l’avidità di qualcuno?

Forse avrebbero fatto più bella figura richiamandoci che nella seconda delle sette opere di misericordia corporale “dar da bere agli assetati” non sta scritto gratis.

Cui prodest, ovvero a chi giova, la privatizzazione? Il privato, anche il più onesto, non può che anteporre l’interesse al bene comune. Qui si che è il caso di citare esempi di pseudo privatizzazioni quali autostrade e ferrovie : tariffe aumentate e servizi quasi inesistenti.

Ma se si può ancora, anche se non si dovrebbe, sopportare quet’angheria, ché si può anche sopravvivere senza viaggiare in treno o in auto, inaccettibale diventa per l’acqua di cui nessuno, proprio nessuno, può fare a meno.

PRIVATIZZARE L’ACQUA E’ PRIVATIZZARE L’UOMO il cui corpo è costituito per il 70% da essa. VOTA SI AL REFERENDUM

PENNAdOCA                                                                                                                    05.02.2011

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About lapennadoca

PENNAdOCA Il breve profilo suo, bestiale. Nasce in uno dei più freddi gennaio a memoria d'uomo, quello del 1947 sulla confluenza del Sieve con l'Arno, in provincia di Firenze. Dopo una parentesi decennale (1952-1962) trascorsa tra le macerie, ancora evidenti, della pluribombardata Civitavecchia (RM), approda in Lombardia per conseguire la Maturità Classica e la laurea In "Chimica e Tecnologia Farmaceutiche" Dal 1979 risiede a Milano dove, dopo aver ricoperto per circa un ventennio funzioni manageriali di direttore commerciale in importanti aziende farmaceutiche, intraprende l'attività imprenditoriale nel settore dell'editoria elettronica scientifica e dell' e-learning. Nel frattempo ha messo su famiglia e ora si ritrova vicino una mamma papera,laureata magistra di pollaio, e una figlia ochetta laureata. Si è dedicato, nell'ambito dell'impegno civile, alla battaglia dei movimenti contro l'attuale governo illiberale e per il recupero dell'etica nella politica . Collabora con il Movimento5stelle Milano. "Scrive per hobby, prevalentemente in chiave di satira politica". N.B. Vi chiederete perchè sia scritto in terza persona, semplice, nel burlesco spirito di PENNAdOCA, questo non è il mio profilo, ma di un carissimo amico e solo l'ultima asserzione è ascrivibile a me.
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